Reddito di cittadinanza, tra opportunità e illusione

Il governo gialloverde sta sbandierando l’avvio delle modalità di erogazione del reddito di cittadinanza.
Sia chiaro, questa è un’opportunità per un Paese che attendeva da troppo tempo interventi di sostegno alla persona presenti già in mezza Europa.
Eppure la misura appare confusa e contraddittoria, perfino punitiva, perché il reddito di cittadinanza si deve accompagnare, sempre, a percorsi di sviluppo delle capacità personali.
Un programma ambizioso che rischia di rimanere propaganda per il mancato coinvolgimento degli enti locali. Amministrazioni che, con i propri servizi sociali, dovrebbero realizzare progetti individuali e personalizzati entro trenta giorni dall’approvazione della domanda per il RdC.
Peccato che Roma Capitale abbia soltanto poco più di 300 assistenti sociali (quando dovrebbero essere uno ogni tremila abitanti) con una platea potenziale di richiedenti il RdC sterminata.
È qui che tutto appare più una manovra di immagine che di sostanza, senza risorse sufficienti, priva della volontà di emancipare e che lascerà per statuto chi ne ha più bisogno fuori dalle graduatorie.
Questa mattina siamo a lavoro con gli assistenti sociali del Municipio Roma VIII e la nostra Assessora Alessandra Aluigi per approntare al meglio, con le poche risorse disponibili, il sostegno per i nuclei familiari in difficoltà.
Già sono centinaia le persone che si stanno rivolgendo ai nostri uffici per chiedere informazioni per accedere al RdC. Persone convinte che la misura sia loro rivolta e certe che sia la svolta per uscire dalla disoccupazione o dal malessere.
In realtà, dietro la norma ci sono cavilli, interpretazioni, domande a cui, ad oggi, non ci sono ancora risposte.
Queste sono solo una parte delle perplessità, ma certamente decisive, relative a questa misura maldestramente messa in campo dal governo nazionale.