«Per gestire bene la crisi bastava copiare altre città»

«Per gestire bene la crisi bastava copiare altre città»

6 maggio 2020 News 0
Lo dico chiaramente alla Sindaca: basta con task force, cooptazioni e altre operazioni posticce.
Serve piuttosto mettere a lavoro tutte le istituzioni, le forze produttive e sociali per far ripartire la città. E se al Campidoglio proprio non ci riescono, il consiglio è semplice: copiate quello che stanno facendo in altre città!

Ne parlo oggi in un articolo del Corriere della Sera.
Fatemi sapere che ne pensate👍

👇👇👇👇👇
«Per gestire bene la crisi bastava copiare altre città»
Ciaccheri: è il caos, ogni Municipio va da solo. Lozzi: zero regia.
di A. Arz. e Er. Del.

Nel municipio IV presieduto da Roberta Della Casa, grillina sfiduciata dalla sua maggioranza, un gruppo di cittadini protesta perché non ha avuto ancora il voucher per la spesa anche se il governo ha stanziato i fondi lo scorso 28 marzo, ben cinque settimane fa. In altre zone, come nei municipi I e IX, cresce il malumore perché dal Comune non arrivano notizie certe sui buoni affitto e così ci si organizza per scendere in piazza. Sono solo gli ultimi segnali della crisi che, in un tilt di burocrazia e vuoti di potere, ha aumentato le distanze tra amministrazione centrale e organi periferici allargando la forbice delle disuguaglianze tra territori. «Siamo stati lasciati completamente a noi stessi, in Comune manca un progetto. Si improvvisa, ma con l’improvvisazione non usciamo da questa situazione», dice Amedeo Ciaccheri, presidente indipendente di sinistra del municipio VIII. E che ci sia un problema lo ribadisce pure Monica Lozzi, la presidente M5S del municipio VII, secondo molti rivale di Raggi per la corsa al Campidoglio nella vicenda: «Se non c’è decentramento amministrativo, Roma non si muove con nessun sindaco. E in questa crisi la questione è emersa ancora più forte». Quasi tutti lamentano il fatto di essere stati «trattati come sportelli del Comune» e, in più, di non aver ricevuto alcun input politico su come affrontare la crisi. «Non c’è un quadro chiaro, per cui i municipi si stanno muovendo tutti in autonomia, una sorta di liberi tutti che ricade sul cittadino – riflette Ciaccheri -. Lo scollamento è totale: nessuna cabina di regia, magari coinvolgendo anche forze produttive, sindacati, università. Col risultato che ognuno si è organizzato come poteva e le disuguaglianze sono aumentate. Eppure non serviva essere dei creativi straordinari, sarebbe bastato copiare altri modelli, come Milano. Invece in Campidoglio hanno preferito l’equilibrismo politico, con task force che in realtà sono piccoli tavoli di lavoro. Un ripiego». Che di sicuro non serve a risolvere i problemi dei cittadini, semmai a complicargli la vita. L’esempio più recente è quello dei buoni spesa: 90 mila richieste di cui ancora 7-8 mila da smaltire. «Sicuramente il fatto che i municipi abbiamo ricevuto le domande, le abbiano lavorate e le abbiano inviate al Comune che ha coordinato le consegne, a noi ha creato ü problema di non avere sotto controllo l’iter: le persone ci chiedono a che punto sono le richieste, ma protestano perché noi non siamo m grado di rispondere. Se il Comune ci avesse lasciato anche la consegna dei buoni sarebbe stato tutto più facile e veloce, in generale dico che a noi nei municipi è mancato il coordinamento nella gestione dell’emergenza. E così si rischia di perdere il controllo del territorio. Ora non vedo cambi di approccio all’orizzonte, solo proclami e pochi fatti». A.Arz. Er. Del.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *