E la chiamano estate.

Romarama è l’ultima trovata per una città derubata della sua identità.
Virginia Raggi, infatti, ha reso note le iniziative messe in campo dall’amministrazione per i mesi estivi dopo il lockdown. Abbiamo aspettato la stagione per la rinascita culturale di Roma e invece davanti a noi abbiamo solo panorami confusi.
La grande suggestione di Renato Nicolini, l’Estate Romana, viene mortificata, cancellata in nome di un oggetto non identificato dal titolo pure bruttino: se in ogni nome vive una storia, un destino e un potere, Romarama non promette nulla di buono.
Romarama è l’incapacità di questa amministrazione di essere all’altezza della storia di Roma, è lo sprezzo e l’oblio per qualcosa, come l’oggetto prezioso di Nicolini, che ha reso grande e libera questa città, suggerendo nuove strade e immaginando mondi a venire.
“Nominare male le cose è partecipare all’infelicità del mondo”, ci ricorda Albert Camus.
Allora Liberare Roma sarà restituire un pezzettino di felicità a questo spicchio di mondo, ripensando un’Estate Romana degna di questo nome.