Bene il PD e le primarie. Ora a lavoro per spazio civico, ecologista, femminista e di sinistra

La spinta del PD può e deve essere l’argine alla destra e il PD con generosità e coraggio guiderà la coalizione. Ma da solo non basta: noi con ostinazione lavoriamo per rafforzare l’alleanza con una lista civica, ecologista, femminista e di sinistra.
Con Liberare Roma abbiamo dato vita a un percorso per il rinnovamento e il superamento della frammentazione a sinistra.
Ecco una mia lunga intervista a Fabio Carosi di affaritaliani.it
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Ciaccheri, dopo 6 mesi di lavoro con Liberare Roma finalmente ce l’ha fatta: il PD è all’angolo e non trovando un candidato da opporre a Raggi alla fine ha accettato le primarie. È una vittoria?
“Sì ma non è il PD che è all’angolo ma il PD che torna al centro della coalizione. E per liberare Roma è una soddisfazione perché significa apertura del campo democratico e le primarie. È il momento di costruire un’alleanza larga, democratica, plurale per battere le destre. Il vero competitor su Roma sono loro. La spinta del PD può e deve essere l’argine alla Destra ma sono convinto che il Pd da solo non basta per questa fase che si è aperta dopo i ballottaggi. Oggi il PD con generosità e coraggio guida la coalizione dando spazio agli alleati”.
Caudo, Cirinnà, Alfonsi, Zebi e Ciani. L’unico candidato che ha la tessera del PD è la Cirinnà. Non è che finirete schiacciati dalla gioiosa macchina da guerra?
“Più che una gioiosa macchina da guerra la chiamerei la nuova speranza per Roma e la costruiremo insieme. È questa la sfida: un’alleanza che faccia perno sulle geografie e le biografie dei candidati e sul progetto. Sono convinto che in questa coalizione la sinistra presenterà una proposta. Noi abbiamo dato vita a un percorso che si chiama Liberare Roma e vogliamo che sia lo slancio giusto per un rinnovamento ecologista civico e femminista della sinistra oltre la frammentazione. I nomi vengono dopo “.
Ma il PD non è sempre quello che ha cacciato Marino e così ha consegnato Roma ai 5 Stelle?
“Nel corso di quest’anno penso sia cambiato molto. C’è stato un passaggio importante con Nicola Zingaretti. Oggi il PD deve dimostrare che dopo 10 anni da Alemanno a Raggi c’è una svolta. Dobbiamo pensare ai bisogni e alle aspettative di romane e romani che la Raggi ha tradito”.
Facciamo un film. Poniamo che Cirinnà vinca le primarie e che Ciaccheri si faccia la sua lista in appoggio alla candidatura e che poi la sinistra vinca. A Ciaccheri andrebbe un posto in Consiglio Comunale come capolista e basta. Ma a Ciaccheri non converrebbe una candidatura isolata da sindaco?
“Oggi sono presidente di Municipio e lo farò sino all’ultimo giorno. Io sono il portavoce di questo movimento che è a disposizione per ricomporre la proposta ecologista e municipalista della città, evitando la polverizzazione delle proposte. Liberare Roma sarà al tavolo della coalizione e le primarie sono un passaggio qualificante. Certo le autocandidature hanno ispirato tanti ma bisogna superare la logica dei nomi e costruire la campagna”.
Riproponiamo la domanda. Perché no Ciaccheri sindaco? Costringerebbe il PD all’angolo…
“Io ora sono all’VIII Municipio e ci resto, il resto si vedrà. Voglio giocarmi la partita di costruire coalizione, programmi e primarie per rigenerare il campo progressista. Fare il candidato alle primarie non è l’unico modo per lavorare per Roma”.
Primarie aperte, primarie chiuse, non è che si ricomincia col balletto delle regole?
“Aperte con regole chiare perché non sia un concorso di bellezza o la giostra dei posti in Campidoglio. Regole chiare: chi si candida deve rappresentare la città e la proposta politica della coalizione”.
Esclusa ogni alleanza con la Raggi?
“È esclusa. Io penso all’elettorato tradito che ha creduto in lei… non avrebbe senso. Sono stato per 5 anni all’opposizione e non possiamo permetterci di giocare”.
Neanche a un secondo ipotetico turno?
“È un’altra storia. Al ballottaggio ci arriva chi convince i romani. Noi dobbiamo lavorare per vincere al primo turno. Al secondo turno ci sarà un’altra storia in base a chi ci arriverà”.
E se fosse la Destra ad arrivare con voi al secondo turno?
“Io penso che le operazioni matematiche non funzionano mai. I voti non si traslano. Funziona la capacità di parlare, la proposta e il linguaggio più convincente”.
Chi teme come candidato della Destra?
“Temo una sola cosa: che la Destra si avvantaggi di un tavolo di coalizione che non sia produttivo. Non ha un candidato e si fanno tanti nomi ma ho l’impressione che siano in una grande confusione. Ha un unico vantaggio il nostro ritardo”
Due nomi per la Destra. Chiara Colosimo o Roberta Angelilli: chi preferirebbe?
“Due nomi importanti con capacità e che stimo. Ma è già difficile scegliere nel nostro campo, figuriamoci se metto becco nel campo avverso”.
Ignazio Marino si presentò alle primarie a poche ore dal voto e vinse. Potrebbe riaccadere?
“Le primarie per essere vere non devono essere scritte ma appunto contendibili”.
L’errore più grande della Raggi?
“Aver sbagliato completamente la sua squadra. Non ha saputo scegliere e ha trasformato il governo di una Capitale nell’ordinaria manutenzione”
E lo Stadio della Roma?
“Per lei è un tema da campagna elettorale. Ma quell’operazione al tempo del Covid come si sosterrà economicamente? Non se l’è ancora chiesto?”.