Ama, a un passo dal baratro

Ama è a un passo dal baratro e siamo all’ultima possibilità per evitarne il fallimento.
Roma rischia il fallimento della sua azienda per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti a causa dell’inconcludenza della Sindaca e della sua giunta, e la città continua a essere in una situazione drammatica.
Virginia Raggi avrebbe dovuto illustrare e spiegare alla città il piano industriale di Ama all’indomani della sua elezione a Sindaca e non di certo alla vigilia del suo saluto definitivo allo scranno più alto del Campidoglio.
La Sindaca ha il dovere, obbligatorio, di non far cadere nel baratro l’azienda con le migliaia di dipendenti. Sarà poi compito della prossima amministrazione ristrutturare e finalmente restituire alla cittadinanza un servizio che oggi si presenta indecoroso per una grande capitale come Roma.
Il tema dei rifiuti è un nodo centrale e va affrontato riducendone la produzione, ampliando la raccolta differenziata, incentivando il riciclo e il riuso, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte alla cittadinanza nell’ottica della realizzazione di un’economia circolare. E bisogna agire, inoltre, sul decentramento reale, strutturare Ama municipio per municipio e implementare i centri di riuso sul territorio. Occorre progettare e costruire gli impianti per un ciclo moderno per l’indipendenza della gestione.
Ma se dovesse fallire Ama, tutte queste possibilità verranno messe in discussione.
La giunta Raggi ha girato a vuoto e ha dato indicazione ai tanti Cda che si sono avvicendati di dedicarsi al controllo dei bilanci degli anni passati. Poco le è importato che, mentre si cercavano le mancate riscossioni della Tari, l’azienda finisse sull’orlo del baratro, per la mancata approvazione dei documenti contabili e la rinuncia a elaborare un piano industriale adeguato.
In prossimità dell’epilogo tenta l’ultimo capovolgimento della realtà, sostituendosi alla magistratura contabile nel disperato tentativo di difendersi proprio da essa.
Ma il tempo è ormai scaduto e nei prossimi giorni si giocherà una partita decisiva che si sarebbe dovuta giocare cinque anni fa. Ora Virginia Raggi non sa neanche se sarà in grado di garantire la maggioranza politica di cui è portavoce per provare a salvare migliaia di posti di lavoro e un asset strategico per l’amministrazione.
Questo sì che è un fallimento di qualsiasi governo dei processi e delle strutture strategiche della città.