Verità e giustizia per Mario Paciolla

In questi mesi ho seguito da vicino assieme ai ricercatori di EuroPaz Colombia – Rete Accademica Europea per la Pace in Colombia costituitasi nella facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, il percorso per avere verità e giustizia sulla sorte di Mario Paciolla, collaboratore ONU in missione in Colombia trovato morto lo scorso 15 luglio in una vicenda troppo oscura e tutta da chiarire.
Da loro in questi giorni ho ricevuto un regalo importante, “Trasparentes – Historias del exilio colombiano”, una premiata graphic novel che riporta molte delle conversazioni della Commissione Verità della Colombia, alle prese con il processo di pace dopo 50 anni di conflitto interno.
Una testimonianza necessaria per la costruzione di un futuro che va ben al di là dei confini sudamericani.
Mario Paciolla era impegnato su questo, una missione internazionale per dare il proprio contributo a fare di questo mondo un posto migliore.
In questi giorni teniamo vivo nei nostri occhi il cordoglio per l’assassinio dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci assieme all’autista Mustapha Milambo.
Alberto Negri in un articolo profondo che vi consiglio, cita una poesia di Ferlinghetti scomparso in questi giorni:
“Il mondo è un posto bellissimo/ in cui nascere/ se non t’importa che qualcuno muoia sempre o forse solo muoia di fame/ ogni tanto/cosa che poi non è così terribile se a morire non sei tu” per dire una cosa semplice. C’è chi ha perso la propria vita, sapendo di rischiare per non voltare la testa dall’altra parte. Persone diverse, scelte di vita differenti, ma con le quali abbiamo un impegno. Non trasformare questi volti in santini, ma in esempio. E pretendere, ogni volta, sempre, verità e giustizia.