Potature fatte bene

Ecco via Costanzo Cloro alla fine degli interventi di potatura eseguiti direttamente dal nostro Municipio.
Il destino ecologico della nostra città ci riguarda, così come l’attenzione con cui vengono curati gli alberi, un patrimonio unico per migliorare la nostra qualità della vita e combattere il cambiamento climatico.
Troppi interventi che vediamo quotidianamente a Roma invece non solo mettono a rischio la salute degli alberi ma sono la prima causa della perdita di stabilità delle piante stesse rendendole un pericolo per la sicurezza pubblica.
Per questo in questi mesi abbiamo lavorato assieme a Luigi Di Paola e Michele Centorrino, con il supporto di tanti primi fra tutti Fausto Gargaglia e Marco Ascione a una delibera che adotta un documento strategico – l’European Tree Pruning Standard – lo standard tecnico validato a livello europeo per la cura e la gestione degli alberi nelle nostre città. A questo seguirà l’adozione di un documento di linee guida che abbiamo acquisito perché siano la linea di corrette prescrizione negli appalti della cura del verde verticale.
La potatura del verde verticale dipende dal Servizio Giardini di Roma Capitale ma abbiamo dimostrato, ad esempio in questa strada, non solo di incaricarci di intervenire sui ritardi del Comune con le risorse a nostra disposizione, ma di farlo con un’attenzione che riteniamo necessaria. Un indirizzo che chiediamo venga assunto con rigidità anche nel regolamento del Verde di Roma Capitale che andrà discusso nei prossimi giorni in assemblea Capitolina, senza passare nonostante i tanti emendamenti nuovamente al vaglio dei Municipi.
21.000 sono gli alberi, di varie specie, fin ora presenti nel Municipio Roma VIII, piante che hanno un proprio ciclo vitale ed è per questo che l’attività di potatura, se effettuata a regola d’arte, rappresenta un importante momento per la loro gestione e vita complessiva.
In questi ultimi anni, a causa dei tagli e del generale ridimensionamento delle risorse disponibili per la cura del verde, si è assistito a un forte ridimensionamento della quantità e della frequenza degli interventi di manutenzione del patrimonio arboreo cittadino, con intervalli fra un intervento e l’altro durati in alcuni casi anche due decenni. Basta citare poi interventi dannosi come le cosiddette “capitozzature”, per capire l’urgenza di un’inversione necessaria.
Vogliamo che gli aspetti manutentivi non vengano pianificati solo e unicamente sulla quantità ma devono essere realizzati con qualità, questa è l’idea di città che abbiamo e vogliamo realizzare.