150 anni di Roma Capitale

150 anni fa Roma veniva dichiarata Capitale d’Italia. Un onore e un onere per una città nata come centro del mondo conosciuto e della cristianità, custode di una storia millenaria e diventata volto e nome del Paese e sede delle nostre istituzioni repubblicane.
Ma guardando questa città, oggi, si fa una gran fatica a immaginarla come una Capitale europea.
In questi ultimi anni Roma ha perso molto: dalla sua vocazione internazionale alla cura delle sue comunità, complice un governo cittadino che non ha saputo, non ha voluto e non è riuscito a guardare al di là di sé stesso, indeciso, inerme, senza una visione per la città, senza amore per Roma, per le romane e per i romani.
Roma è tante cose, tanti mondi che si contaminano tra di loro. Centro e periferie, orrore e bellezza, alto e basso, antico e nuovo. Assume tutte queste contraddizioni nell’essere il riferimento, la Capitale d’Italia.
Per questo può e deve ambire a molto di più sia da parte delle istituzioni nazionali sia da quelle cittadine.
Poteri, risorse, attenzione. Lo sguardo lungo di chi sa immaginare il futuro, senza avere paura del passato e le braccia salde dei manutentori, di chi resiste perché sente Roma un bene comune.
A partire dalle grandi riforme interrotte: un disegno ambientale, archeologico, sociale, Europeo e Mediterraneo per dare unità nella differenza alla città.
C’è un progetto da costruire assieme, come realizzare una capitale per i prossimi 50 o 100 anni.
Come risollevare il Paese perso nella crisi politica di queste ore? Partiamo da qua. Ascolto, cura e progetti per non perdere l’occasione del rilancio europeo che il Recovery Fund rappresenta. Una grande mobilitazione democratica per quello che non c’è ma potrebbe esserci.
Per Liberare Roma