Alla ricerca della Capitale perduta

Alla ricerca della Capitale perduta

11 settembre 2020 News 0

Una rete di associazioni per la rigenerazione di Roma, diritto alla cultura e al lavoro, con un occhio alle comunali del 2021.
Sono i temi al centro di una mia intervista pubblicata da Left.
Buona lettura!

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ALLA RICERCA DELLA CAPITALE PERDUTA
di Samuele Damilano

Assenza di un progetto di governo, privatizzazione e gentrificazione di stampo neoliberista da tempo impediscono a Roma di assurgere a un ruolo di rilievo nel panorama nazionale e nternazionale. Al contrario, la rendono una città che veleggia a vista tra evidenti problemi. E dove continui disservizi – gestione rifiuti e trasporti, congestione delle strade, spazi pubblici abbandonati, inquinamento dell’aria… – fanno pendant con una gestione fortemente centralizzata, incapace di ascoltare le istanze delle realtà municipali. A testimoniarlo sono quei movimenti e associazioni che spesso, come nel caso del l’emergenza da Covid 19, si trovano a supplire alle carenze dell’amministrazione pubblica – è di pochi giorni fa la richiesta di sfratto da parte di Ferrovie italiane del centro sociale Scup, che durante l’isolamento ha fornito assistenza alle fasce più povere del quartiere. Una costellazione di idee e proposte destinare a perire sul nascere, piani di riqualificazione urbanistica delle borgate che non tengono conto dei bisogni dei residenti. Eppure «è nelle periferie urbane che esistono le idee alternative al fallimento del neoliberismo: le idee, le intelligenze, le passioni che possono salvare Roma» ha scritto l’urbanista e saggista Paolo Bordini nel libro di Left Povera Roma. Periferie, rigenerazione urbana e sociale, reti mutualistiche, una nuova visione politica per una città che, ricordiamo, andrà al voto nel 2021. Sono tutti temi al centro di una iniziativa, il festival Visionaria, che si svolge fino al 12 settembre alla Garbatella, uno dei quartieri simbolo della Capitale. Tra i promotori, oltre a Villetta Social lab c’è la rere Liberare Roma. Obiettivo della rete è proprio quello di creare un polo di attrazione per tutte quelle realtà civiche del territorio che non hanno voce nella politica. Tra i protagonisti della iniziativa vi è Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII di Roma. «Nel corso del festival – dice – sottolineeremo proprio la necessità che punti di aggregazione ed esperienze di mutualismo diventino pane integrante della città». Evitando cosi di rimanere marginalizzati nelle periferie, dimenticate dalle amministrazioni succedutesi nel corso degli anni. «I partiti si devono mettere a servizio di una partecipazione dal basso da innescare e rinnovare, e questo può avvenire solamente partendo da esperienze preesistenti sull’intero territorio romano”, continua Ciaccheri.
É una questione di diritti. Di conseguenza, finché centri sociali ed esperienze di mutualismo verranno estromessi dalle principali attività culturali, escludendo una parte significativa dei cittadini, una vera inclusione non sarà mai possibile.
«Se non renderemo accessibile alla totalità dei romani e delle romane qualsiasi grande concerto o spettacolo teatrale non sconfiggeremo mai la disillusione e il disamoramento che caratterizza i nostri cittadini», sottolinea Ciaccheri. A Tor Marancia, quartiere del Municipio VIII un’ex scuola abbandonata sarà riqualificata grazie all’intervento del Teatro dell’Opera e con il sussidio di risorse vincolare dal Municipio al quartiere, ed è destinata a diventare centro culturale polifunzionale in cui troveranno spazio attività condivise con il territorio. «Questo è un esempio virtuoso – commenta il presidente del Municipio – in cui l’amministrazione pubblica si mette in discussione in nome di una democrazia che coltiva e include la partecipazione, coinvolgendo i leader delle comunità che hanno sviluppato progetti culturali».
Se Roma, “capitale provinciale” che più di altri comuni subisce i vincoli amministrativi degli enti sovraordinati (Stato e Regione) ha bisogno di investimenti che aprano possibilità di lavoro e di reddito, il ruolo del pubblico, continua Ciaccheri, deve essere a priori quello di progettista e decisore; i partner privati verranno chiamati in causa una volta definito il progetto in accordo con le singole comunità territoriali. Per supportarlo nell’interesse pubblico, non per imporne uno proprio.
«É una barzelletta affermare che la risposta possa essere esclusivamente statalista in una città in cui il 40 per cento delle attività commerciali sono a rischio chiusura, ma al contempo dobbiamo riconoscere la funzione pubblica che già rivestono tanti centri sociali e culturali nelle nostre città», chiarisce Ciaccheri. Che sulle prossime elezioni amministrative ha le idee chiare: «Qualsiasi ipotesi di accordo con Virginia Raggi è un tentativo politicista di far del male a Roma. Quando la sindaca crede di potersi intestare un’autorevolezza antifascista levando la sericea di CasaPound non si accorge di chi in nome di questi valori lotta quotidianamente». Altra questione su cui l’amministrazione pentastellata «ha totalmente fallito», è la gestione dei rifiuti, che meriterebbe, secondo Ciaccheri, un capitolo a parte e che necessita di una visione su un tipo di sviluppo diverso, ecosostenibile. «É stata un’occasione persa per continuare a riflettere su un modello di economia circolare che affrontasse il tema della destinazione finale di ciò che consumiamo». «L’obiettivo è costruire una sinistra del futuro, ecologista e femminista, coniugare un progetto popolare ad impatto di prossimità a una vocazione internazionale» sottolinea Ciaccheri che affronta questi temi I’11 settembre, al festival Visionaria nel dialogo con Monica Cirinnà, senatrice del Pd individuata come esponente politico più rappresentativo di queste idee . «La coalizione che stiamo tentando di creare non ruota intorno a una persona», specifica il presidente del Municipio Vili, consapevole però che queste idee rischiano di rimanere lettera morta, senza referenti nel mondo della politica.

[tratto da Left, 11 settembre 2020]

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