Prevenire l’odio, cosa può fare un’istituzione?

Prevenire l’odio, cosa può fare un’istituzione?

28 ottobre 2019 News Solidarietà 0

In questi giorni, i quotidiani di tutto il Paese sembrano quasi una rassegna di cronaca nera raccolta per le vie di Roma.
Tra le azioni efferate e criminali che conquistano i media e l’immagine di una città sotto tanti aspetti abbandonata e continuamente strumentalizzata, un racconto buio di Roma diventa il teatro migliore per chi in questi anni ha voluto cavalcare una retorica dell’odio per farne strumento di consenso politico.

Cosa può in tutto questo un Municipio?
Non avere paura.

Così ho iniziato il mio intervento questo pomeriggio al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Roma 3 durante una due giorni sulle Politiche dell’Odio in America e in Europa.
Guido ormai da più di un anno uno straordinario Municipio della nostra città, e qua non ci siamo voltati dall’altra parte ma abbiamo scelto di ingaggiare la sfida della prossimità, quel rapporto quotidiano e diretto con la sofferenza di Roma per affrontare corpo a corpo le difficoltà, i dolori, le contraddizioni, le sfide di una comunità di destino alle prove con un tempo difficile.
In questi giorni Franco Gabrielli, il capo della Polizia del nostro paese ha invitato la politica e la stampa a riflettere sul ruolo delle Agenzie Educative di fronte all’omicidio di Luca Sacchi. Da questo stesso punto siamo partiti noi dall’inizio del nostro mandato.

Sostenere, avere cura e affrontare la questione gigantesca del ruolo dell’educazione dentro una grande città: le nostre scuole, ma non solo le politiche sociali di fronte ai bisogni delle persone, la qualità della vita in generale in questa grande città. Combattere una battaglia contro la retorica dell’odio, sempre contro gli ultimi, dentro la nostra comunità con la consapevolezza di tenere insieme quel vincolo di prossimità che dobbiamo ai nostri cittadini, con l’idea di un orizzonte, costruire una città solidale, che accetta il rischio di trasformarsi ma sceglie dove andare pensando al futuro.

Tutto il contrario di certi rappresentanti istituzionali che di questa battaglia non vogliono far parte, ma anzi hanno scelto l’insulto e la paura e godono dei drammi della nostra comunità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *