Referendum 2020, noi votiamo NO!

ANCHE NOI VOTIAMO NO!
Questa mattina mi è venuto a trovare Flavio, 13 anni, giovane studente del nostro territorio che ha voluto condividere con me alcune sue riflessioni sul referendum costituzionale di questo fine settimana.
Flavio non voterà, ovviamente, ma questo non lo ferma di certo nel farsi la sua idea sul nostro Paese, sulle istituzioni, sulla politica anche. Senza tifoserie ma ragionando. Così ha deciso di fare una cosa bella, in controtendenza tra tanti social media: scrive ai direttori delle maggiori testate italiane per sapere che ne pensano delle sue osservazioni.
Poi ha scritto anche a me. Ci siamo incontrati per inviare l’ultima sua opinione al Direttore del Corriere della Sera, e per condividerla con tutte e tutti voi.
Ecco, anche io voterò No! Per tante ragioni che in questi giorni hanno fatto parte della campagna referendaria. Lo farò anche per la generazione di Flavio che no può votare, ma è attenta a quello che faremo in queste ore, con meno retorica di tanta politica professionista.
Qui il testo della lettera di Flavio. Leggetelo!
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Mancano pochi giorni alla votazione per il referendum che porterà i cittadini a decidere se tagliare il numero dei parlamentari o lasciarne il numero attuale. La riforma, oltre ad essere incompleta, viene giustificata con delle motivazioni che reggono poco. Così come sarebbe paradossale negare la dose di anti-politica che c’è in questa proposta di modifica della Costituzione italiana, dal momento che qualche tempo fa i proponenti di questo referendum andarono sotto Palazzo Chigi con tanto di striscione con la forbice, che tra l’altro ben rappresenta la sola linearità di questo taglio. Un taglio che corrisponde come a tagliare il numero dei ministri ma non adeguare quello dei viceministri e quindi non mantenere le corrette proporzioni politiche. Analizziamo meglio però quali “sarebbero” i pro di questo taglio. Non convince neanche la ragione per la quale il numero dei nostri rappresentanti si dovrebbe adeguare a quello degli altri Paesi Europei. Ci sono delle cose come la Costituzione che non sono insindacabili, ma è meglio evitare di cambiarle, dal momento che la macchina politica italiana è ben strutturata e difficile da riorganizzare. Oltretutto non ho mai visto altri Stati adeguarsi agli standard italiani. Neanche i rapporti Stato-Regioni funzioneranno meglio visto che alcune regioni perderanno gran parte della propria rappresentanza. Forse funzioneranno meglio dal momento che non ci saranno proprio. Anche il risparmio economico sarebbe irrilevante rispetto ai soldi sprecati per progetti mai terminati di cui l’Italia è piena.
Così come si spera che coloro che votano NO non lo facciano solo per andare contro i 5S, si auspica altrettanto che coloro che votano Sì non lo facciano per sentimento anti-politico. E’ vero, il Parlamento è composto da persone alquanto criticabili, ma questo non è colpa di un’istituzione giusta e democratica quale è il nostro Parlamento, bensì delle persone che noi stessi eleggiamo. Se si voterà Sì si faranno dei danni alle generazioni future e non si darà neanche a loro il modo di rendere realmente migliore la rappresentanza politica. Ci vogliono ingannare facendo crederci che il Parlamento sarà meglio composto e rappresentato, più efficiente, meno assenteista. Più la politica si ristringerà nei suoi palazzi e sempre meno nelle piazze, più la democrazia andrà a rotoli. Ogni persona dentro di sé è un piccolo Parlamento, un pensiero libero. Tagliamo i privilegi della politica. Essere un rappresentante degli italiani deve essere un onore non un onere.
Flavio M. C.