Roma, è battaglia sul regolamento degli orti urbani

Roma, è battaglia sul regolamento degli orti urbani

12 settembre 2020 News 0

Abbiamo bocciato il regolamento sugli orti urbani varato in pieno agosto dalla Giunta Raggi.
Il Campidoglio prenda esempio dal lavoro fatto da Municipio Roma VIII e dalla rete degli Orti municipale: ascolto e partecipazione sono i punti fondamentali per il reale funzionamento e coinvolgimento di tutte queste realtà.

Qui, un articolo de la Repubblica sulla battaglia di partecipazione e buon senso che stiamo portando avanti per il territorio e per tutta la città.

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Roma, è battaglia sul regolamento degli orti urbani
di Paolo Boccacci

Il Campidoglio emana le nuove norme ma i contadini urbani si ribellano: “Ci fanno anche pagare un canone”. E l’assessore ribatte: “Necessario per legge”
Il regolamento della discordia. Il Campidoglio vara le nuove norme per gli orti urbani e le gira ai municipi prima del voto in aula. Ma è polemica. E dal minisindaco dell’VIII Amedeo Ciaccheri arriva una sonora bocciatura. Tra le accuse quelle che riguardano la volontà del Comune di individuare le aree ma soprattutto la pretesa di fare pagare un canone agli ortisti.

Ed è proprio il mondo dei contadini urbani a rivoltarsi. “Il fenomeno degli orti” spiega Alberto Modesti dell’associazione degli ortisti delle Tre Fontane “nasce da associazioni di cittadini che vogliono salvare un terreno degradato e coltivarlo. Ad esempio noi abbiamo restituito al quartiere e coltivato una sorta di discarica. Ora addirittura vorrebbero farci pagare una concessione per salvare un luogo, pretendono manutenzione orizzontale e verticale con mille paletti, limitano e scelgono le aree.

Insomma rendono questo fenomeno nato dal basso ingestibile con mille lacci e lacciuoli burocratici. Manca poi in generale un’idea di gestione dei beni comuni”.
E contro il provvedimento che revoca la delibera 38 del 2015 ed il relativo regolamento attualmente vigente ma anche le successive modificazioni, introdotte nel dicembre 2018 dalla stessa giunta Raggi, si scaglia Ciaccheri.

“Questa normativa” afferma “regola un fenomeno, quello degli orti urbani a Roma, nato da più di un decennio e che vede coinvolte oltre 150 comunità di “ortisti”, con la passione dell’agricoltura, ma soprattutto con la voglia di curare e rendere fruibili molte aree verdi della nostra città altrimenti destinate al degrado e all’abbandono. Ma il nuovo regolamento pone una serie di problematiche sia nel metodo che nel merito. Nel metodo è stato redatto senza alcun confronto. Nel merito, mentre il vecchio regolamento lasciava alle associazioni il compito delicato di attivare un processo di comunità per realizzare gli orti, ora invece si prevede che nascano su impulso del Comune che stabilisce quali aree utilizzare e in che modo”.

“Si tratta di un canone simbolico di 50 euro l’anno per due ettari solo per rispetto della normativa sulle concessioni” ribatte l’assessore alle Politiche del verde Laura Fiorini “E da questi possono detrarre le spese. Lo strumento del comodato, precedentemente previsto, non valorizzava il fenomeno essendo un istituto puramente privatistico equivalente ad un prestito temporaneo e precario”.

“Per il resto” conclude Fiorini “la disciplina degli orti sulla scelta dei terreni da parte degli ortisti è rimasta identica. Abbiamo aggiunto solo un articolo in cui il Comune si riserva in più la possibilità di mettere a bando dei terreni scelti dall’amministrazione, anche per diffondere questa pratica in tutta la città”.

[Tratto da la Repubblica, 09/09/2020]

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