Siamo vicini a chi si trova in situazione di fragilità

Lea ha 95 anni e vive a Largo Giuseppe Veratti da una vita, lì nelle case comunali dagli anni ’70.
In questi giorni con Michele Marini, un amico attivo nel quartiere e negli orti locali, le abbiamo fatto visita perché la sua storia, emblematica, merita di essere raccontata.
Lea ha due figli o meglio aveva due figli. Una figlia vive lontano a Firenze, l’altro purtroppo è morto 9 anni fa sul posto di lavoro in un cantiere. La casa comunale, dove Lea vive e paga la pigione regolarmente da più di 40 anni era intestata al figlio. Dopo la sua scomparsa il Comune di Roma ha avviato lo sfratto di Lea come “occupante senza titolo”. Una signora anziana, ultra 90enne, che fortunatamente riesce a far tutto da sola sostenuta dall’affetto e dalle amicizie del quartiere, si è vista dall’oggi al domani recapitare una lettera di sfratto.
Di questa storia ne hanno parlato i giornali e fortunatamente, nelle ore successive all’uscita della notizia, una grande onda di solidarietà si è presa cura di Lea e messo mano a quella che era una palese ingiustizia.
Sono andato a trovare Lea per sapere come stava e come ha affrontato, dopo questo duro periodo, queste giornate convulse che l’hanno interessata e con il supporto di Roma Capitale si sta arrivando ad una soluzione che possa dare serenità a Lea e che risolva questa triste vicenda. Abbiamo attraversato un anno molto drammatico. Oggi uscire dal COVID, per la parte più anziana della nostra comunità è una sfida non indifferente.
Roma, la nostra città che nella storia si è contraddistinta per accoglienza e ristoro di chi si trova in difficoltà, deve saper stare accanto a chi si trova in situazione di fragilità, dare sicurezze e non precarietà per prenderci cura proprio di chi più ha bisogno.
Foto con la signora Lea