Intitolazione del giardino di via Galba

Abbiamo scelto il silenzio, perché a volte il silenzio è prezioso: una regola non scritta che non tutti sembrano conoscere in questa città.
Quello che abbiamo visto pochi giorni fa, però, è l’ennesimo cortocircuito tra Roma Capitale e il Municipio Roma VIII.
Lunedì 15 luglio, infatti, si è svolta la cerimonia di intitolazione del giardino di via Galba al vignaiolo Edoardo Valentini. Fin qui sembrerebbe una notizia come le altre, se non fosse che quel luogo fu teatro del brutale omicidio di Aldo Murgia, un nostro concittadino barbaramente assassinato sotto gli occhi dei suoi cari. Un caso di cronaca che scosse tutta la città e che mosse la volontà del Municipio Roma VIII (ex XI) e poi dell’Assemblea Capitolina di predisporre gli atti necessari per dedicare l’area verde alla memoria di Aldo.
Un’istanza che non ha trovato la giusta attenzione per avere il riconoscimento necessario dalla toponomastica capitolina.
Anni e anni in attesa che si concludesse l’iter burocratico necessario e poi, allo scoccare del decimo anniversario dalla scomparsa di Aldo, arriva lo stop dal Campidoglio.
A nulla sono valse le richieste di tener fede agli impegni già presi dall’amministrazione, a nulla sono serviti i nostri appelli al buonsenso. Si è proceduto d’ufficio ad un’altra scelta.
Al ricordo e al rispetto per Edoardo Valentini, alla sua famiglia e ai suoi colleghi che ne hanno giustamente curato l’opera e la memoria va tutto il nostro riconoscimento, ma saremmo stati felici di evitare questo increscioso avvenimento, scegliendo insieme a Roma Capitale un luogo più appropriato per dare valore alla sua memoria.
Ovviamente, non ho partecipato alla cerimonia dello scorso lunedì declinando l’invito di rito del Campidoglio. Filippo e i cari parenti di Aldo sanno che il Municipio Roma VIII ancora con maggiore convinzione lavorerà perché il seme della memoria di Aldo Murgia continui a vivere nel nostro territorio sempre più forte. Il Campidoglio e il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Luca Bergamo possono ancora ascoltare questa comunità e impegnarsi insieme a noi per Aldo e i suoi cari: è quello che spero e, sono convinto, sia ancora possibile.