Liberare Roma per costruire una storia più grande

Da una parte Virginia Raggi: è in campo e la città che porta al voto è una città che boccheggia per sopravvivere.
Dall’altra parte la destra: un sindaco sovranistra comunque si chiami e nessuna idea per il futuro, ma la promessa di una guerra civile quotidiana.
E poi?
E poi c’è una coalizione democratica e progressista che non deve attendere altro.
Donne, uomini, le biografie migliori di una città che vuole uscire dall’angolo della Storia a cui è stata costretta. Piccola come non lo è mai stata.
Ecco l’urgenza che ci deve premere: il patto di solidarietà necessario per la città che soffre.
Il meraviglioso urbano per la città che sogna.
La transizione verde per una città ecologica: mobilità, spazi pubblici, qualità dell’aria.
Il coraggio di una sfida per progettare una città nuova.
Il buon governo che si fa in tanti e tante: decentrato, innovatore, all’altezza di una metropoli millenaria.
Una coalizione politica, sociale, per restituire dignità a Roma.
Ecco la notizia che può cambiare volto a Roma.
Basta aprire le porte: primarie dai Municipi al Campidoglio, e la capacità di accogliere progetti e idee territorio per territorio. Battere la strada pancia a terra, porta a porta, quartiere per quartiere.
In poche parole, Liberare Roma per costruire una storia finalmente più grande di noi.